I genitori posseggono una vivida immaginazione. Si immaginano già il giorno della laurea/matrimonio della loro figlia/figlio ed il battesimo del primo nipote. Ma a volte qualcosa che non avrebbero MAI immaginato arriva a turbare i loro sogni. Si tratta dei disturbi alimentari. Purtroppo, in aumento costante ed esponenziale tra bambine, ragazze e donne adulte.

Questo significa anche che c'è un numero sempre maggiore di genitori che si scontrano con questa dura realtà e che, purtroppo, non sempre hanno i mezzi per affrontarla.

La domanda più frequente è "perchè proprio a me/a mia figlia". La risposta non è così semplice. In attesa di una risposta semplice e chiara, però, la cosa più importante è chiedere aiuto.

Il primo passo è portare la propria figlia/figlio dal medico di famiglia, per accertare quanto il disturbo alimentare abbia fatto danni a livello fisico. Se il disturbo alimentare è conclamato, è il momento di pensare ad un ricovero in una struttura specializzata oppure in un trattamento ambulatoriale con uno specialista in disturbi dell'alimentazione ( e niente di diverso da questo, mi raccomando). Un consiglio: cercate di non affrontare  la questione di come VOI potete affrontare il disturbo alimentare di vostra figlia/figlio durante le visite specialistiche, questo va sempre fatto in separata sede.


Bisogna tenere ben in mente tre cose:


1) un disturbo alimentare raramente si risolve da solo
2) il disturbo alimentare ha effetti sull'intera famiglia, non solo su vostra figlia/figlio - accertatevi di prendervi cura adeguatamente di tutti gli altri membri della famiglia, in particolar modo degli altri figli
3) recriminare o autocommiserarsi non serve a niente


Ricordatevi... un disturbo alimentare devasta la vita di chi ne è affetto e quella della sua famiglia. Voi non ne siete la causa, quindi non potete risolvere tutto da soli. Però potete chiedere aiuto. Fatelo.