Alcuni bambini sono "facili", altri no. Cosa fa la differenza? In molti casi, il sistema nervoso del bambino. Bambini che sono particolarmente sensibili agli input dell'ambiente immediatamente circostante sono più facili all'irritabilità e al pianto. E piangono. Molto.
Gestire questi bambini può essere sfiancante, ma la ricerca suggerisce che ci sia un lato positivo nelle notti insonni e nei pianti interminabili. La stessa sensibilità che rende le persone "difficili" in età prescolare può trasformarli in bambini socievoli e bravi a scuola. E questa è la chiave.

 

I bambini "difficili" sono più sensibili alla qualità delle cure parentali

 

Paragonati ai bambini più gestibili, i bambini "difficili" rispondono meglio agli stimoli genitoriali. In particolare, i bambini difficili traggono molto più vantaggio da una genitorialità premurosa, da genitori che adottano un atteggiamento "caldo", sollecito - il che include rispettare il bisogno di indipendenza del bambino. Con i giusti stimoli genitoriali, i bambini difficili "fioriscono" meglio, dal momento che risentono maggiormente degli effetti positivi di questi stimoli.  
In uno studio, Anne Stright e i suoi colleghi hanno seguito 1300 bambini americani dalla nascita alla prima elementare. A sei mesi, alcuni dei bambini vennero identificati come "difficili". Erano più attivi e più intensamente emotivi degli altri bambini. Piangevano di più ed avevano problemi ad adattarsi al cambiamento.

 

I bambini "difficili" seguiti con amore e attenzione dai genitori vanno meglio a scuola dei bambini più "facili"


Come sono cambiati questi bambini negli anni? Molto è dipeso dall'atteggiamento genitoriale. Se le madri manifestavano un atteggiamento freddo, ostile, insensibile o intrusivo, i bambini "difficili" finivano per mostrare problemi ancora maggiori. Ma se le madri erano calde e sensibili, i bambini "difficili" finivano per essere fra i migliori a scuola e le insegnanti riferivano di trovarli "assertivi, autocontrollati e accademicamente competenti. Oltre ad avere voti migliori rispetto ai bambini con un passato più "semplice". Il follow-up della ricerca sugli stessi bambini ha dato risultati simili. A 11 anni, i bambini con i voti migliori erano quelli che in passato erano stati bambini "difficili" ma che avevano ricevuto le cure parentali migliori.
Quindi i bambini difficili danno forse più da fare, ma alla fine ripagano con maggiori soddisfazioni.