I bambini sono come dei contatori Geiger. Recepiscono la nostra energia emotiva - positiva o negativa. Allora perchè, come genitori, tendiamo a focalizzare le nostre energie su quello che va male? Anche quando vediamo nostro figlio fare qualcosa di positivo, spendiamo la maggior parte delle nostre energie nel sottolineare i cattivi comportamenti ("Quante volte te l'ho detto? Sei SEMPRE il solito!) piuttosto che quelli positivi ("Ben fatto, tesoro!").

E inoltre, è ancora più raro che siamo consapevoli delle centinaia di cose che facciamo ogni giorno e che ci rendono buoni genitori. Piuttosto, tendiamo a colpevolizzarci per quelle poche volte che perdiamo la pazienza. Sentirsi inadeguati e colpevoli però non ci aiuta a diventare più generosi, a livello emotivo, con i nostri figli. Piuttosto, rende più probabile che la volta successiva perdiamo la pazienza di nuovo, dato che ci sentiamo ancora più sotto pressione.

E' vero, è difficile non reagire negativamente quando si perde la calma, tuttavia se si riesce a smettere di annaffiare le erbacce e si cominciano ad innaffiare i fiori, la vostra casa piano piano si trasformerà in un bel giardino.

Provate l'esperimento dei tre giorni:

Giorno 1


Il vostro obiettivo per il primo giorno è di ricaricare il vostro serbatoio di "generosità emotiva". Sottineate con entusiasmo tutto quello che fate di buono, per vostro figlio ma anche in ambito familiare, personale e lavorativo. Ignorate le volte in cui mancate in qualcosa, a meno che non sia per offrirvi incoraggiamento e sostegno nel rimettervi prontamente in carreggiata.
Perchè bisogna cominciare da sè stessi? Perchè si può dare solamente quello che già si ha. Prima dovete abbeverarvi alla fonte della generosità emotiva e poi, una volta saziata la vostra sete, potete cominciare a riempire il bicchiere degli altri. Ovviamente, poi passate al punto 2, concentrarvi su vostro figlio.